Grazie Giuseppe

Giuseppe d’Ambrosio Angelillo era bello, alto e barbuto. Era gentile e accogliente. Se avevi voglia di ascoltare, lui raccontava. Sembrava un personaggio da grande romanzo russo, ma addolcito dal sole della Puglia. Quante volte l’ho visto in Piazza del Duomo, col suo banchetto, davanti alla Mondadori? Davide contro Golia.

Poeta, romanziere ed editore.  Addolora che la città non l’abbia salutato come avrebbe dovuto. Addolora per la città, mica per lui. Lui era un filosofo.

Qui sotto trovate una poesia di Archiloco, nella traduzione di Angelillo. Archiloco, il primo grande poeta che dice “Io” in Occidente.  Ho letto altre traduzioni in seguito, in prestigiose edizioni. Nessuna mi ha emozionato quanto quella di Angelillo. Edizioni Acquaviva.

 

Cuore, cuore mio

Cuore, cuore mio,

barchetta in un gorgo di sciagure.

Alzati.

Contro chi t’avversa

tu fai scudo col tuo petto,

resta fermo in campo

dove i nemici agguantano.

Vincitore

non sfogare l’esultanza in pubblico.

Vinto

non crollare disperato in casa a piangere.

No.

Gioisci d’ogni felicità.

Cedi ai mali ma non troppo.

Riconosci questo ritmo che governa gli uomini.

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